"Let there be more light". Con questa canzone si apriva nel '68 il secondo album dei Pink Floyd. Syd Barrett era "alla frutta" e il suo amico del cuore, David Gilmour, già tramava nell'ombra per "fargli le scarpe" (detto simpaticamente)...
In questo album ci sono alcune canzoni che personalmente considero dei capolavori della produzione pynkfoydiana. Finisce la fase prettamente "psicadelica" e inizia la fase che oserei definire "metafisica". E' ancora un album di passaggio, lo stile di Barrett, psicadelico e imprevedibile, si affianca a quello di Waters, "metafisico" dark e cupo. Una della canzoni più belle: "Set the controls for the heart of the sun" rimarrà l'unica canzone nella loro discografia in cui suoneranno tutti e cinque.
Un'altra caratteristica curiosa di quest'album, che mi ha da sempre affascinato, è la copertina. E' vero, all'epoca andava molto di moda, soprattutto per quel che riguardava le rock band, affidare la confezione delle copertine degli LP ad artisti di un certo calibro. Tutti ricordano alcune curiose copertine di album dei Genesis, dei Led Zeppelin, dei Beatles, dei Black Sabbath...dei Pink Floyd ecc. Ebbene, per un cultore del genere "magico-alchemico" la copertina di "A saucerful of secrets" risulta essere molto interessante. Alcune delle immagini presenti, posso garantirlo personalmente, sono state prese direttamente da testi di Alchimia. Gli alambicchi in primo piano, la figura dell'alchimista al centro dell'album, ecc. Non avendo altre fonti su cui poter effettuare le mie ricerche, mi sono affidato a Wikipedia:
La copertina e le foto sono dell'Hipgnosis di Storm Thorgerson che realizzò molte delle copertine dei Pink Floyd; è formata da un collage di 13 immagini tra cui figurano alcuni frammenti di fumetti della Marvel Comics, l'immagine di un alchimista, immagini di ampolle e bottiglie, una ruota zodiacale, il sole, alcuni pianeti e una piccola foto del gruppo sulle rive di un fiume fuori Londra. Sulla copertina si può leggere anche la scritta "y d pinkfloyd p" e resta il dubbio sul reale significato delle lettere iniziali, infatti secondo alcuni sarebbe la semplice ripetizione di "p i n k f l o y d", mentre secondo altri sarebbe (s) y d pinkfloyd p(inkfloyd), ovvero un omaggio a Syd Barrett che aveva lasciato definitivamente il gruppo nel febbraio 1968. Con questo album i Pink Floyd danno una svolta alla loro musica, e, incidentalmente, tolgono l'articolo "The" dal nome Pink Floyd.
Hipgnosis è stato uno studio fotografico e di design specializzato nella creazione di copertine per album musicali.
Hipgnosis era costituita inizialmente da Storm Thorgerson, Aubrey Powell e Peter Christopherson. Il gruppo si sciolse nel 1983 ma Thorgerson lavora ancora al design per album discografici.
Storia
Nel 1968 a Thorgerson e Powell fu chiesto, dai loro amici tra i Pink Floyd, se potevano essere interessati alla creazione della copertina per il loro secondo album, A Saucerful of Secrets. Loro accettarono, e fecero un lavoro aggiuntivo per la EMI, includendo fotografie e copertine di album per Free, Toe Fat e The Gods. Essendo studenti di arte e cinema, ebbero la possibilità di utilizzare la camera oscura al Royal College of Art, ma quando finirono la scuola, dovettero dotarsi di attrezzature proprie. Costruirono quindi una piccola camera oscura nella toilette di Powell, ma di lì a poco, nei primi anni settanta, affittarono uno spazio e costruirono uno studio.
Quando iniziarono, Powell e Thorgerson presero il proprio nome da un graffito che avevano trovato sulla porta del loro appartamento. La parola piacque loro non soltanto per l'affinità sonora con "ipnosi", ma anche per la combinazione di due termini contradditori, "hip" (nuovo e trendy), e "gnosis" (termine relativo ad una antica forma di consapevolezza).
Hipgnosis sfondò nel 1973, con la copertina per The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd. Il disco in se stesso ebbe ampio successo, e ciò lo mise nelle mani di milioni di fan, e da allora fu considerata una delle migliori copertine di album di ogni tempo (VH1 la pose al 4 posto, nel 2003). Dopo allora, l'azienda divenne "a richiesta", e creò molte copertine per gruppi di alto profilo come Led Zeppelin, Yes, Genesis, UFO, Peter Gabriel e The Alan Parsons Project.
Peter Christopherson si unì a Hipgnosis come assistente, nel 1974, e più tardi divenne un socio a tutti gli effetti. L'azienda, con gli anni, impiegò molti assistenti e altri membri dello staff. Degni di nota furono gli artisti freelance George Hardie, Colin Elgie e Richard Manning.
Da sottolineare il fatto che Hipgnosis non aveva un listino di tariffe per la creazione di una copertina per album, bensì chiedeva agli artisti di "pagare quanto pensavano valesse", una politica che soltanto occasionalmente si rivelò autolesionistica secondo Thorgerson nel suo libro sul design di copertine per album musicali.
Un altro tratto distintivo di Hypgnosis consiste nel fatto che molte delle loro immagini di copertina raccontano "storie" direttamente correlate ai testi contenuti nell'album. Dal momento che sia Powell che Thorgerson erano studenti di cinema, utilizzarono spesso i modelli come "attori" e impostarono le fotografie in maniera spiccatamente teatrale. Le copertine di Hypgnosis raramente presentano immagini degli artisti al loro esterno, e per la maggior parte sono in un formato pieghevole che fornisce ampio spazio per le loro sofisticate composizioni.