A Forest

Generato e non creato da Operaalnero lì venerdì, 04 luglio 2008,10:17

 

Come closer and see
See into the trees
Find the girl
While you can
Come closer and see
See into the dark
Just follow your eyes
Just follow your eyes

I hear her voice
Calling my name
The sound is deep
In the dark
I hear her voice
And start to run
Into the trees
Into the trees

Into the trees

Suddenly I stop
But I know it's too late
I'm lost in a forest
All alone
The girl was never there
It's always the same
I'm running towards nothing
Again and again and again...

Cosa dire di questa a dir poco magica canzone? Gli ingredienti ci sono tutti:

Avvicinati e guarda
Guarda fra gli alberi
Trova la ragazza
Se ci riesci
Avvicinati e guarda
Guarda nell'oscurità
Segui solo i tuoi occhi
Segui solo i tuoi occhi
Sento una voce
Che chiama il mio nome
Il suono è profondo
Nell'oscurità
Sento una voce
E comincio a correre
Fra gli alberi
Fra gli alberi
Fra gli alberi
All'improvviso mi fermo
Ma so che è troppo tardi
Mi sono perso in una foresta
Tutto solo
La ragazza non c'è mai stata
È sempre la stessa storia
Sto correndo verso il nulla
Ancora ed ancora ed ancora ed ancora

Il Testo, evocativo, suscettibile di interpretazioni. La musica, in un crescendo turbinoso, cattura il malcapitato, vittima dell'incantesimo. La voce del cantante sembra provenire da lontano...da un'altra dimensione...o da una dimensione "altra".

La scena potrebbe essere quella in cui Macbeth si avvicina alle tre streghe fatali: "Avvicinati - tu che puoi sentirci- avvicinati e guarda fra gli alberi"...La visione si materializza: la ragazza, bisogna trovarla, bisogna riuscire a trovare Andromeda e liberarla. "Segui solo i tuoi occhi!", avverte la strega, "Segui solo i tuoi occhi", o novello Ulisse minacciato dalle Sirene...Ma il Nostro Orfeo, a differenza dell'astuto Ulisse, si lascia ingannare irrimediabilmente dal suono profondo di "quella voce"...che conosce il suo nome.

SIC TRANSIT GLORIA MUNDI

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Stream of consciousness

Generato e non creato da Operaalnero lì martedì, 17 giugno 2008,11:06

 

Una serata in compagnia di un imitatore di Elvis, uno di quelli DOC, vestito di tutto punto alla maniera dell'Elvis anni '70, con una voce molto bene impostata e un repertorio che ricalcava il memorabile concerto alle Hawaii. Gli intenditori elvisiani hanno ben presente i due fondamentali periodi della ventennale carriera del Re. Una serata, dicevamo, che mi ha riportato indietro nel tempo. In un attimo mi è passato per la mente il periodo adolescenziale in cui, grazie ad una nutrita collezione di cassette custodite gelosamente da mio zio (e che clamorosamente riuscii a "prendere in prestito"), fui iniziato al Verbo del Re. Ebbene, mi prese la cosiddetta "febbre di Elvis". Avevo tredici anni circa e passai un buon anno e mezzo da fan sfegatato. D'estate riuscii a coinvolgere un mio amico napoletano, Piero, nel "club", ce ne andavamo in giro coi capelli brillantinati e col ciuffo canonico. Il caldo delle latitudini meridionali fece il resto: Elvis divenne il nostro Idolo, anzi, il nostro Dio. Non sto scherzando, ci rivolgevamo a Lui per consigli, le nostre preghiere chiedevano un Suo segno, un evento strano della giornata poteva essere interpretato come manifestazione della Sua volontà. Cominciai ad invidiare Piero perchè fisicamente somigliava di più ad Elvis. D'altra parte però io mi dilettavo di più nel cantare le Sue canzoni e conoscevo i testi a memoria. L'apice del fanatismo fu raggiunto la sera del 16 Agosto, anniversario della dipartita del Re. Improvvisammo una messa sulla spiaggia, con lumini e candele, vestiti di nero. Ci colorammo i capelli di bianco e andammo in giro semiubrachi a manifestare il nostro dolore per la perdita del Re. Inutile dire che ci additarono come satanisti.

Suspicious Minds, la canzone del video, è una delle mie preferite.

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Ugo Perri a Matera

Generato e non creato da Operaalnero lì mercoledì, 11 giugno 2008,13:08
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Nobody Home

Generato e non creato da Operaalnero lì giovedì, 29 maggio 2008,11:15

I got a little black book with my poems in.
Got a bag, got a toothbrush and a comb.
When Im a good dog they sometimes throw me a bone.
I got elastic bands keeping my shoes on.
Got those swollen hands blues.
Got thirteen channels of shit on the tv to choose from.
I got electric light,
And I got second sight.
Got amazing powers of observation.
And that is how I know,
When I try to get through,
On the telephone to you,
Therell be nobody home.

I got the obligatory hendrix perm,
And the inevitable pinhole burns,
All down the front of my favorite satin shirt.
I got nicotine stains on my fingers.
I got a silver spoon on a chain.
Got a grand piano to prop up my mortal remains.
Ive got wild, staring eyes.
And I got a strong urge to fly,
But I got nowhere to fly to (-- fly to... fly to... fly to...).
Ooooo babe,
When I pick up the phone,
Theres still nobody home.

I got a pair of gohill boots,
And I got fading roots.

Il video è tratto dal megaconcerto - The Wall - tenuto a Berlino in occasione della caduta del muro. Non è un concerto dei Pink Floyd, ma di Roger Waters e altre stelle della musica Rock invitate per l'occasione.

Erano passati dieci anni circa dall'uscita dell'album e molte cose erano cambiate nel mondo e nei Pink Floyd. Waters era uscito dal gruppo. Ancora oggi i cultori dei Pink si dividono in Gilmouriani e Watersiani, sembra quasi si tratti di cittadini di pianeti diversi. Io personalmente mi ritengo un Watersiano, forse perchè sono particolarmente legato a certi testi, certe sonorità e atmosfere che erano caratteristiche di Waters.

Tratto da The Wall, Nobody Home è il mio brano preferito in assoluto. Nella versione che vedete qui sopra è stato un pò modificato, c'è l'aggiunta della batteria e un intermezzo di chitarra solista, ma l'anima della canzone non cambia. Molti sanno cosa c'è dietro l'Opera indiscussa "The Wall", di cosa parla, del film, delle visioni, dell'alienazione, dei mattoni che giorno dopo giorno costruiscono il Muro. Ci sono brani nell'album che hanno fatto la Storia...Another brick in the wall, Confortably numb, Mother, Hey you. Nobody Home non è particolarmente famoso, non è stato ripreso nei concerti, non è un brano "da battaglia". Eppure...eppure...

Ho un libricino nero con le mie poesie
Ho una sacca con uno spazzolino e il pettine
Quando faccio il bravo cagnolino qualche volta mi gettano un osso
Ho elastici che tengono su le scarpe
Ho una di quelle depressioni da mano gonfia (ho quelle mani gonfe da "blues"?)
Ho tredici canali di merda sulla TV tra cui scegliere
Ho la luce elettrica
E ho una seconda vista
Ho stupefacenti capacità di osservazione
Ed è per questo che so
Che quando cerco di raggiungerti
Al telefono
Non c'è nessuno in casa
Ho l'obbligatoria permanente alla [Jimi] Hendrix
E le inevitabili bruciature
Sul davanti della mia camicia di raso preferita
Ho macchie di nicotina sulle dita
Ho un cucchiaino d'argento appeso ad una catenina
Ho un grande pianoforte su cui esporre i miei resti mortali
Ho selvaggi occhi magnetici
Ho un gran bisogno di volare
Ma non ho nessun posto in cui volare
Oh, babe, quando alzo il telefono

(Roger! E' il tuo dottore? Che coincidenza!)

Non c'è ancora nessuno in casa
Ho un paio di stivali Gohills
Ed ho radici che scompaiono

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Li chiamarono...Briganti

Generato e non creato da Operaalnero lì mercoledì, 14 maggio 2008,23:10

Dunque…dove eravamo? Ah, ecco…

Qualche tempo fa, e qualche post addietro, si parlava della Megale Hellas e facevo riferimento alla volubilità della Storia. Quello che voglio dire è che  non esiste LA storia e che quella che si studia solitamente non è LA storia, ma è UNA delle possibili Storie. Credo che la frase “La storia viene scritta dai vincitori” possa rendere bene il concetto. Un'altra caratteristica molto simpatica della Storia è che essa cambia nel tempo. Un fatto può essere presentato positivamente in un dato periodo, negativamente nel periodo successivo, e tornare ad essere considerato di nuovo positivo pur trattandosi sempre dello stesso fatto. 

Si potrebbe ragionevolmente affermare che la Storia Vera debba essere considerata l’insieme di fatti o atti che avvengono in un determinato periodo, libera da giudizi e considerazioni soggettive. Ma per essere veramente Vera dovremmo essere sicuri di essere a conoscenza di TUTTI i fatti accaduti in un determinato periodo, perché la signora Storia può essere falsata semplicemente tacendo determinati fatti.

Di seguito troverete due video tratti da youtube, il primo fa parte di un documentario diviso in puntate facilmente reperibili dalla stessa fonte o scaricabile dal mulo (per chi volesse vederlo tutto), il secondo è un trailer (non ufficiale) di un film, uscito un po’ di tempo fa, che prendendo spunto dalla storia di Carmine Crocco (un "brigante") ci narra alcune vicende emblematiche di quello che successe in Italia Meridionale dopo il 1860.

 

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Hungerstrike

Generato e non creato da Operaalnero lì venerdì, 02 maggio 2008,09:59

I don't mind
Stealing Bread
From the mouths of decadence...

But I can't feed on the powerless
When my cup's already overfilled
But it's on the table,
The fire's cooking
And they're farming babies,
and the slaves are all working...
Blood is on the table,
the mouths are chokin'...

I'm goin' hungry...

I don't mind
Stealing Bread
From the mouths of decadence...

But I can't feed on the powerless
When my cup's already overfilled
But it's on the table,
The fire's cooking
And they're starving babies,
And the slaves are all working...
And it's on the table,
The mouths are choking...

I'm going hungry...

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Draghi

Generato e non creato da verbumdimissum lì mercoledì, 23 aprile 2008,17:27

Hokusai-fuji-koryuu

Un consiglio per tutti: informatevi su Katsushika Hokusai. Guardate le sue opere. E' vissuto per novant'anni, dal 1760 al 1849. Pittore giapponese, ha influenzato gli esponenti dell'impressionismo europeo (Monet, Degas e gli altri), che lo ammiravano molto e, vedendo i suoi dipinti, non è difficile comprendere il motivo. Ho inserito questo quadro, Drago sopra il Monte Fuji per 3 motivi: 1) amo i draghi; 2) trovo l'immagine molto evocativa e anche inquietante (i colori sono magnifici); 3) questo quadro ha per un verso ispirato uno dei più emozionanti manga che io abbia mai letto, Dragon Head (se siete interessati, in Italia si trovano solo 6 numeri su 10, gli altri li ho dovuto ritirare dall'estero).

 

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Princìpi e Tabù

Generato e non creato da lilith979 lì martedì, 15 aprile 2008,20:51

 

Per via di un commento di Operaalnero riguardante la politica italiana, si è affacciata alla mia stanca mente una curiosa connessione tra situazione attuale ed un concetto tra i tanti che la visione della serie  Fullmetal Alchemist propone.

Da quando ho cominciato a guardarmi questo strepitoso anime giapponese non c’è stata una sola puntata che non sia terminata tra commenti entusiastici scambiati con compare Opera – soprattutto è apprezzabile la mole di filosofia “reale” di cui è intriso, pur rimanendo una cartone animato godibile e divertente. Aldilà del fatto che è ambientato in un universo che definirei alternativo ma simile al nostro, propone con semplicità disarmante molti principi ed elementi familiari a chi si interessa di Arte Alchemica; cionondimeno la persona sveglia di intelletto ha modo di riconoscere l’attualità e la concretezza di alcune teorie, le quali non dovrebbero mai  rimanere rinchiuse nella casella “fantasy/esoterismo” (come pregiudizi e ottusità fanno puntualmente).

Ad ogni modo, al momento sono rimasta sospesa intorno alla trentesima puntata (su 51) grazie alla camminata lenta e irregolare del Mulo.

Quello di cui mi va di parlare è il personaggio dell’ “Homunculus”, ovvero un genere di creature che con lo sviluppo della vicenda ha assunto finora un ruolo molto rilevante.

Però non posso non cercare di delineare il panorama di Fullmetal Alchemist, né rimandare a Wikipedia che riassume la storia in sé, cosa che non mi interessa e peraltro vi rovinerebbe un’eventuale visione della serie – che vi esorto a intraprendere.

Sintetizzando, il principio dell’ Alchimia su cui è imperniato il mondo di Fullmetal Alchemist è quello dello “scambio equivalente”: non si può ottenere niente senza dare qualcosa dello stesso valore in cambio. Per questo gli Alchimisti, persone che hanno lungamente studiato materie scientifiche e filosofiche e che pertanto sono in grado di agire sulla materia – non “Maghi” aldifuori della società, quindi -  possono ad esempio riparare con un battito di mani una radiolina frantumata in mille pezzi, ma solo se hanno ognuno di quei frammenti davanti. Possono far elevare nel mezzo di una strada un muro, ma questo sarà costituito da materiale letteralmente tratto dal suolo sotto di sé. Insomma, possono modificare a proprio uso e consumo qualsiasi oggetto su questa Terra, poiché esso è costituito da elementi che si possono combinare tra loro e trasformare. Tutti  tranne uno: l’uomo, e nella fattispecie il soffio di Vita che lo anima: esso non è costituito da elementi riconoscibili e studiabili, pertanto sfugge alla possibilità di venire ricreata, persino dagli Alchimisti più potenti e sapienti.

Perciò, il tentativo di trasmutare gli esseri umani – il che equivale a cercare di resuscitare un morto – è il Tabù: come tutti i tabù, sempre sono esistiti e sempre esisteranno uomini e donne che lo infrangono. La cosa interessante è che questi esperimenti non portano all’incenerimento dell’alchimista ad opera di un fulmine divino, come la nostra mentalità intrisa di monoteismo veterotestamentario potrebbe suggerire. Ciò a cui si va incontro intraprendendo un tentativo di Trasmutazione Umana è un fallimento per tutti, per l’operatore e …per l’operato. In ciò stesso sta il peccato: nessuno ne può trarre vantaggio.

In realtà nel turbine del procedimento della trasmutazione hanno luogo diverse conseguenze: per prima cosa, il risultato è un essere non umano, ma anzi di aspetto terrificante e deforme che può ispirare solo repulsione – ed in effetti la fine che fa, in genere, è quella di essere abbandonato o ucciso. In secondo luogo, colui che ha intrapreso la trasmutazione si ritrova con degli organi o delle membra in meno, perché ciò che si trova aldilà del mondo reale pretende qualcosa in cambio di ciò che concede, e che come già detto non è una vita umana. In definitiva, il principio di Scambio Equivalente viene rispettato, ma essendo in ballo un elemento che non può essere equiparato a nient’altro di simile – la Vita – il tutto sfocia in un disastro che non soddisfa le aspettative di chi si accinge all’operazione.

Una conseguenza collaterale e inattesa della trasmutazione umana  è che di là qualcuno si appropria di quello che è stato preso dal corpo dell’alchimista e, quando i tempi sono maturi, attraversa il Portale che separa i due mondi per riunirsi alla creatura imperfetta abbandonata e rinnegata nel di qua. Cosa ne risulta? Un Homunculus: apparentemente un essere umano, non lo è affatto ed è dotato di poteri sovrumani (diversamente abile?) che lo rendono molto pericoloso. Soprattutto perchè l’Homunculus è molto incattivito, ma lo è a ragione, se vogliamo. Il suo creatore pensava di poter scavalcare il principio dello Scambio ed ottenere esattamente ciò che desiderava – non necessariamente spinto da deliri di onnipotenza o scopi maligni -  perciò ha ottenuto questo risultato relativamente negativo.

In buona sostanza, il desiderio dell’Homunculus sarà quello di diventare un essere umano, e come già si è detto, non si ottiene la Vita che da un’altra Vita – perciò, occorre toglierla a qualcuno che la possiede. Il Tabù infranto da qualcuno ricade su un altro, qualsiasi fossero le ragioni del fattaccio iniziale. E costui  non ci pensa per niente a prendere e dare in egual misura in rispetto alle leggi della Natura, alle quali non deve nulla.

Come sempre, le mie divagazioni seguono linee strane e si trasformano sempre in derive: ho pensato all’Homunculus mentre si discorreva dei politici italiani, figli di una cultura e di una mentalità che ha infranto da tempo il rispetto del Bene Comune; ora invece mi trastullo nel pensiero che, in generale, ognuno è in condizione di mettere in atto ciò che desidera, e che in un dato momento gli pare giusto. Però se non si rispetta il principio dello Scambio Equivalente i conteggi in eccesso o in difetto prima o poi si fanno vivi.

 

 

 

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Un'altra giovinezza

Generato e non creato da verbumdimissum lì venerdì, 11 aprile 2008,10:13

imm

 

Francis Ford Coppola, possiamo dirlo tranquillante, è uno dei più grandi e geniali registi viventi. Dopo essere stato lontano per anni dagli schermi e dopo alcuni film che erano comunque lontani dal suo stile (Jack e L'uomo della pioggia), ha deciso di ricominciare da zero, come un qualunque regista che inizia a lavorare. Ecco allora la scelta di dedicarsi a produzioni indipendenti, a basso budget, senza superstar (notizia per Opera, nel prossimo film ci sarà Vincent Gallo...) così da avere il totale controllo sul film in questione. Qual è stato il primo frutto del nuovo corso? Un'altra giovinezza, con Tim Roth (grande dai tempi di Rosencrantz & Guildenstern sono morti) e Bruno Ganz, girato soprattutto in Romania e tratto da un libro di Mircea Eliade. Il film è molto bello anche se le critiche non sono state benevole. La fotografia è magnifica e conferisce alla pellicola una luce calda che è un piacere guardare. A mio avviso tutto funziona, la vicenda è coinvolgente e profonda, a tratti anche inquietante (tenete il vostro orsacchiotto del cuore a portata di mano...), ma si capisce subito che non è per tutti. Chi si aspetta due ore abbondanti leggere e spensierate può tranquillamente evitare di vederlo. Questo film è colto e pesante (in senso positivo) e rappresenta una boccata d'aria fresca nella cinematografia contemporanea, dal momento che queste tematiche non le troverete facilmente. Consigliatissimo.

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Waking Life

Generato e non creato da Operaalnero lì martedì, 01 aprile 2008,14:23

Ricordo che già Lilith ne parlò un pò di tempo fa. Fu il vecchio ( e ormai vegliardo) Verbum a farmi scoprire questo film animato di Linklater che considero un capolavoro. Ci sono talmente tante cose, teorie, considerazioni, idee che penso non sia possibile riassumere nemmeno in due o trecento pagine di libro. Poichè sono riuscito a trovare qualche pezzo sulla rete...vi auguro buona visione.

 

 

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