
Per via di un commento di Operaalnero riguardante la politica italiana, si è affacciata alla mia stanca mente una curiosa connessione tra situazione attuale ed un concetto tra i tanti che la visione della serie Fullmetal Alchemist propone.
Da quando ho cominciato a guardarmi questo strepitoso anime giapponese non c’è stata una sola puntata che non sia terminata tra commenti entusiastici scambiati con compare Opera – soprattutto è apprezzabile la mole di filosofia “reale” di cui è intriso, pur rimanendo una cartone animato godibile e divertente. Aldilà del fatto che è ambientato in un universo che definirei alternativo ma simile al nostro, propone con semplicità disarmante molti principi ed elementi familiari a chi si interessa di Arte Alchemica; cionondimeno la persona sveglia di intelletto ha modo di riconoscere l’attualità e la concretezza di alcune teorie, le quali non dovrebbero mai rimanere rinchiuse nella casella “fantasy/esoterismo” (come pregiudizi e ottusità fanno puntualmente).
Ad ogni modo, al momento sono rimasta sospesa intorno alla trentesima puntata (su 51) grazie alla camminata lenta e irregolare del Mulo.
Quello di cui mi va di parlare è il personaggio dell’ “Homunculus”, ovvero un genere di creature che con lo sviluppo della vicenda ha assunto finora un ruolo molto rilevante.
Però non posso non cercare di delineare il panorama di Fullmetal Alchemist, né rimandare a Wikipedia che riassume la storia in sé, cosa che non mi interessa e peraltro vi rovinerebbe un’eventuale visione della serie – che vi esorto a intraprendere.
Sintetizzando, il principio dell’ Alchimia su cui è imperniato il mondo di Fullmetal Alchemist è quello dello “scambio equivalente”: non si può ottenere niente senza dare qualcosa dello stesso valore in cambio. Per questo gli Alchimisti, persone che hanno lungamente studiato materie scientifiche e filosofiche e che pertanto sono in grado di agire sulla materia – non “Maghi” aldifuori della società, quindi - possono ad esempio riparare con un battito di mani una radiolina frantumata in mille pezzi, ma solo se hanno ognuno di quei frammenti davanti. Possono far elevare nel mezzo di una strada un muro, ma questo sarà costituito da materiale letteralmente tratto dal suolo sotto di sé. Insomma, possono modificare a proprio uso e consumo qualsiasi oggetto su questa Terra, poiché esso è costituito da elementi che si possono combinare tra loro e trasformare. Tutti tranne uno: l’uomo, e nella fattispecie il soffio di Vita che lo anima: esso non è costituito da elementi riconoscibili e studiabili, pertanto sfugge alla possibilità di venire ricreata, persino dagli Alchimisti più potenti e sapienti.
Perciò, il tentativo di trasmutare gli esseri umani – il che equivale a cercare di resuscitare un morto – è il Tabù: come tutti i tabù, sempre sono esistiti e sempre esisteranno uomini e donne che lo infrangono. La cosa interessante è che questi esperimenti non portano all’incenerimento dell’alchimista ad opera di un fulmine divino, come la nostra mentalità intrisa di monoteismo veterotestamentario potrebbe suggerire. Ciò a cui si va incontro intraprendendo un tentativo di Trasmutazione Umana è un fallimento per tutti, per l’operatore e …per l’operato. In ciò stesso sta il peccato: nessuno ne può trarre vantaggio.
In realtà nel turbine del procedimento della trasmutazione hanno luogo diverse conseguenze: per prima cosa, il risultato è un essere non umano, ma anzi di aspetto terrificante e deforme che può ispirare solo repulsione – ed in effetti la fine che fa, in genere, è quella di essere abbandonato o ucciso. In secondo luogo, colui che ha intrapreso la trasmutazione si ritrova con degli organi o delle membra in meno, perché ciò che si trova aldilà del mondo reale pretende qualcosa in cambio di ciò che concede, e che come già detto non è una vita umana. In definitiva, il principio di Scambio Equivalente viene rispettato, ma essendo in ballo un elemento che non può essere equiparato a nient’altro di simile – la Vita – il tutto sfocia in un disastro che non soddisfa le aspettative di chi si accinge all’operazione.
Una conseguenza collaterale e inattesa della trasmutazione umana è che di là qualcuno si appropria di quello che è stato preso dal corpo dell’alchimista e, quando i tempi sono maturi, attraversa il Portale che separa i due mondi per riunirsi alla creatura imperfetta abbandonata e rinnegata nel di qua. Cosa ne risulta? Un Homunculus: apparentemente un essere umano, non lo è affatto ed è dotato di poteri sovrumani (diversamente abile?) che lo rendono molto pericoloso. Soprattutto perchè l’Homunculus è molto incattivito, ma lo è a ragione, se vogliamo. Il suo creatore pensava di poter scavalcare il principio dello Scambio ed ottenere esattamente ciò che desiderava – non necessariamente spinto da deliri di onnipotenza o scopi maligni - perciò ha ottenuto questo risultato relativamente negativo.
In buona sostanza, il desiderio dell’Homunculus sarà quello di diventare un essere umano, e come già si è detto, non si ottiene la Vita che da un’altra Vita – perciò, occorre toglierla a qualcuno che la possiede. Il Tabù infranto da qualcuno ricade su un altro, qualsiasi fossero le ragioni del fattaccio iniziale. E costui non ci pensa per niente a prendere e dare in egual misura in rispetto alle leggi della Natura, alle quali non deve nulla.
Come sempre, le mie divagazioni seguono linee strane e si trasformano sempre in derive: ho pensato all’Homunculus mentre si discorreva dei politici italiani, figli di una cultura e di una mentalità che ha infranto da tempo il rispetto del Bene Comune; ora invece mi trastullo nel pensiero che, in generale, ognuno è in condizione di mettere in atto ciò che desidera, e che in un dato momento gli pare giusto. Però se non si rispetta il principio dello Scambio Equivalente i conteggi in eccesso o in difetto prima o poi si fanno vivi.